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Le Edizioni > 2007
ALBERTO BEVILACQUA SI AGGIUDICA
IL PREMIO FRIGNANO
Lo scrittore parmigiano Alberto Bevilacqua, protagonista di primo piano della scena culturale italiana fin dagli anni Sessanta, vince il "Premio letterario Frignano" con il romanzo "Lui che ti tradiva" (Mondadori). La segnalazione come miglior opera prima va alla giornalista Brunella Schisa per il romanzo d'esordio "La donna in nero" (Garzanti)
È lo scrittore Alberto Bevilacqua, con il romanzo "Lui che ti tradiva", pubblicato per i tipi della Mondadori, il vincitore della dodicesima edizione del "Premio letterario Frignano", che ha segnalato come opera prima il romanzo di Brunella Schisa "La donna in nero", edito da Garzanti. I premi - 5.000 euro al vincitore e 1.500 all'autore del libro segnalato - saranno consegnati sabato 25 agosto nel corso di una cerimonia a Pievepelago.
La più prestigiosa manifestazione letteraria dell'Appennino modenese, nata nel 1959 e che ha visto fra i fondatori il critico Carlo Bo, è organizzata dal Comune di Pievepelago, dall'Accademia dello Scoltenna e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, con il patrocinio della Provincia di Modena. Nel 2005 il Premio ha ottenuto il prestigioso riconoscimento del Presidente della Repubblica, la Medaglia per la Cultura.
La partecipazione al Premio era riservata a opere narrative di autori italiani viventi edite tra il maggio 2006 e il maggio 2007, che potevano essere presentate dagli autori stessi, da editori o proposte dalla giuria, di cui Arrigo Levi è presidente onorario.
Gli altri componenti sono Franca Baldelli, Roberto Barbolini, Alberto Bertoni, Michelina Borsari, Stefano Calabrese e Giuseppe Pederiali. "
Quest'anno abbiamo ricevuto una quarantina di opere - spiega Michelina Borsari, coordinatrice della giuria - la maggior parte delle quali di grande qualità.
Le grandi case editrici italiane hanno mandato i titoli migliori e questo è un segno di importante riconoscimento per il "Premio Frignano".
Editori del calibro di Mondadori, Feltrinelli, Bompiani, Garzanti, Guanda e Marsilio non sono voluti mancare all'appuntamento con il Premio giunto alla dodicesima edizione.
Oltre al vincitore e alla segnalazione come miglior opera prima sono risultati molto interessanti il romanzo di Silvana Spina "Uno sbirro femmina" (Mondadori), quello di Iaia Caputo "Dimmi ancora una parola" (Guanda) e "Maggio splendeva" (Feltrinelli) di Marco Archetti".
"Nei testi di questa edizione - continua Michelina Borsari - salta agli occhi la prorompenza dell'universo femminile e la voglia di raccontarsi che lo caratterizza: almeno la metà dei testi sono scritti da donne e anche quelli di autori maschili hanno come protagoniste le donne, con storie di figlie che parlano alle madri o con tentativi di ricostruire percorsi di vita attraverso la memoria. L'intento sembra essere quello di istituire delle grammatiche, dei linguaggi base per le emozioni femminili.
Alberto Bevilacqua è da sempre il maestro di questa tonalità: è l'autore che interpreta al meglio le caratteristiche di una certa letteratura delle emozioni.
Quello che gli viene tributato, quindi, è sicuramente un premio per l'opera, ma è anche un riconoscimento come autore. "Lui che ti tradiva" ha i tratti di una grande pedagogia delle emozioni, è un testo che insegna la grammatica dei sentimenti: Bevilacqua è bravissimo nel cogliere elementi particolari dell'universo femminile che sfuggono agli altri.
Il libro è anche un grande momento di verità: il filo della narrazione è la confessione che lo scrittore fa alla madre".
"L'opera prima segnalata - conclude Michelina Borsari - è quella di Brunella Schisa; è un romanzo che nasce da una grande passione dell'autrice per l'Ottocento francese, dalla profonda conoscenza di un'epoca.
La narrazione, a un primo livello di lettura, è quella dell'amore tra due pittori impressionisti, Edouard Manet e Berthe Morisot: lui già affermato, lei che cerca di emanciparsi in un mondo riservato agli uomini.
Una vicenda di amour et passion molto coinvolgente e molto sensuale, in cui l'autrice è abile a sostenere la narrazione anche nei momenti più intensi e difficili. Ma il romanzo ha anche un carattere sinestetico, dove la pittura parla dell'amore e la scrittura parla della pittura.
Ed è infine anche un ottimo ritratto di un'epoca e di un ambiente, sul cui sfondo si muovono personaggi emblematici come Degas e Renoir e altri artisti di questo calibro, di cui la Schisa è abile a raccontare piccoli segreti".
Confessioni senza censura
Doloroso romanzo autobiografico in cui Bevilacqua mette a nudo il proprio passato, "Lui che ti tradiva", seguito ideale del precedente "Tu che mi ami", racconta la storia di un figlio non voluto dal padre, troppo preso dall'edonismo e dal narcisismo per interessarsi di chi ha messo al mondo.
"Il Mario", così è conosciuto l'uomo, è un affascinante ufficiale dell'aviazione durante la dittatura, eroe di memorabili imprese militari, adulato dalle donne e donnaiolo impenitente. Mario e Lisa, madre dell'autore e protagonista, hanno un rapporto sofferto: Lisa più di ogni altra accende il suo desiderio, ma Mario si decide a sposarla solo molto tempo dopo la nascita del figlio. La donna vive anni durissimi, in cui è sola a difendere la vita propria e del bambino contro tutto e tutti: le difficoltà che affronta, in una lotta continua, la condurranno di clinica in clinica a periodiche crisi depressive.
Il figlio, costretto a una maturità precoce, è forzato ad assumere ruoli da adulto fino a fare spesso le veci del padre: questi, sì, uomo-bambino, che continua anche dopo il matrimonio a essere calamitato dalle imprese eclatanti e dalle tante amanti cui non riesce a rinunciare.
Il protagonista cresce in difficile polemica col padre, di cui contrasta l'egoismo di uomo di successo, l'immaturità dei tradimenti e l'edonismo senza tregua: sogna che possa nascere in Mario il sentimento dell'amore unico e vero, lo stesso che Lisa continua a nutrire profondamente per il marito.
Il brusco cambiamento arriva però dopo la fine della guerra quando, fatalmente, il traditore diventa egli stesso tradito.
Alla caduta del regime Mario subisce infatti l'epurazione politica, mentre molti veri colpevoli della dittatura si salvano facilmente. Nell'umiliazione, tuttavia, l'uomo trova la via della propria coscienza ed è allora che il figlio, standogli accanto, può diventare sinceramente il padre del proprio padre.
La triade familiare può quindi ricomporsi.
"Lui che ti tradiva" è uno struggente libro confessione, la storia toccante di una vita e di un percorso di crescita guardato con gli occhi dell'adulto che può finalmente aprire il proprio cuore alla madre scomparsa da poco.
In un vortice dove passato e presente si confondono, Bevilacqua mette a nudo se stesso e i propri segreti, insegnando al lettore un alfabeto delle emozioni per comunicare ciò che è rimasto inespresso e sentirsi meno soli nel mistero esistenziale.
Alberto Bevilacqua è nato a Parma nel 1934.
Intellettuale impegnato e presente nella vita culturale italiana fin dagli inizi degli anni Sessanta, scrisse il suo primo romanzo, "La polvere sull'erba" (Einaudi 2002), a vent'anni, ma il libro non venne pubblicato. Leonardo Sciascia, che ne aveva letto il dattiloscritto, avrebbe voluto darlo alle stampe ma ritenne che potesse provocare uno scandalo.
Il primo riconoscimento internazionale arrivò con "La Califfa" (1964). Seguirono "Questa specie d'amore" (premio Campiello 1966), "L'occhio del gatto" (premio Strega 1968), "I sensi incantati" (Premio Bancarella 1992). Molti i titoli che negli anni hanno conquistato critica e pubblico, tra cui: "Umana avventura", "Il curioso delle donne", "L'eros", "Lettera alla madre sulla felicità", "Gli anni struggenti", "Viaggio al principio del giorno", "Attraverso il tuo corpo". Giornalista e critico di costume, è stato anche regista cinematografico. Tra i film che ha diretto: "La Califfa", "Questa specie d'amore", "Le rose di Danzica" e "Bosco d'amore" (dal "Decamerone").
Una passione impressionista
Parigi, 1868. Edouard Manet ha trentasei anni ed è uno dei più affermati pittori di Francia. I suoi quadri più celebri, dal Déjeuner sur l'herbe all'Olympia, i suoi nudi femminili carichi di sensualità, diffondono il mito di un talento straordinario e di un'ostinata volontà di provocazione che seducono e scandalizzano tutta Parigi. Berthe Morisot ha qualche anno in meno, ventisette, e non è più una ragazza. La sua è la bellezza tormentata e ribelle di una donna alla febbrile ricerca di un proprio spazio nel mondo dell'arte dominato dagli uomini. Quando Berthe e Edouard si incontrano per la prima volta, in una mattina d'estate del 1868, sono in una sala del Louvre e lei sta copiando un'opera di Rubens. Da quel momento, e per quindici anni intensi e vorticosi, le loro vite sono unite da un legame indissolubile, intenso e carico d'erotismo. Manet comincia a dipingerla e Berthe, molto più che la modella preferita, diventa la sua ossessione: in sette anni la ritrae undici volte, immancabilmente vestita di nero.
Sullo sfondo di un'epoca in cui esplodono cambiamenti radicali, fra la guerra francoprussiana e l'esperienza esaltante e tragica della Comune, dove agisce un mondo di artisti determinato ad abbattere le regole della vecchia Accademia - da Degas a Fantin-Latour, da Renoir a Monet a Puvis de Chavannes - Brunella Schisa, con rigore storico e sensibilità di narratrice, mette in scena un travolgente rapporto a due che sprigiona il profumo dei grandi romanzi d'amore, una partita di passioni e di intelligenze fatta di corpi e immagini, di sguardi, luce e colore, di parole ed emozioni, di erotismo e tensione. Un rapporto che ha segnato in modo indelebile due destini: quello di un uomo e un artista tormentato e immortale, e quello di una donna libera e romantica, che sarebbe diventata la più grande pittrice dell'Ottocento.
Brunella Schisa, giornalista culturale e scrittrice, è inviata del "Venerdì di Repubblica", dove tiene la rubrica dei libri. Napoletana, da tempo vive a Roma dove si è trasferita dopo la laurea in letteratura francese.
Ha curato per Einaudi "Una strana Confessione, memorie dell'ermafrodito Herculine Barbin", appena ripubblicato dall'editore torinese, e "Il teatro di Raymond Roussel" (Einaudi 1982).
Per Marsilio "Le lettere di una monaca portoghese" (1991), un classico della letteratura francese. "La Donna in nero" è il suo primo romanzo con cui ha vinto il premio "Città di Bari", ed è finalista al premio Rapallo "Carige".
"Mi sento onorata e emozionata per il premio - ha commentato Brunella Schisa nell'apprendere la notizia - di Pievepelago ho un ricordo preadolescenziale: era la fine degli anni sessanta e per due estati sono andata al centro federale di tennis. Penso che tra me e questi monti ci sia un rapporto speciale che ha radici molto profonde".
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