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PREMIO FRIGNANO 2008
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IL PREMIO “FRIGNANO” A CATERINA BONVICINI E PAOLO GIORDANO
La scrittrice fiorentina Caterina Bonvicini vince il Premio letterario “Frignano”
con il romanzo “L’equilibrio degli squali” (Garzanti).
La segnalazione come miglior opera prima va al già vincitore
del Premio Strega e del Premio Campiello opera prima Paolo Giordano,
per il romanzo d’esordio “La solitudine dei numeri primi” (Mondadori)
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L’equilibrio degli squali
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Un romanzo sulla solitudine, un romanzo etologico: lo squalo diventa un modello comportamentale, oltre che un simbolo. Il padre di Sofia vive lontano dalla figlia: è attratto dagli squali, che studia e fotografa con passione, avvicinandosi a loro senza gabbia di protezione, con coraggiosa incoscienza. Vive tra Sudafrica e Australia e resta in contatto con Sofia via mail, le racconta i suoi incontri da brivido e le manda videomessaggi spettacolari dal fascino unico.
Anche le persone che Sofia incontra – a cominciare da suo marito Nicola – sono affascinanti come gli squali, e possono avere reazioni ugualmente pericolose, anche se molto diverse. Perché una sera in Nicola esplode una furia distruttiva incontenibile, e lei dovrà ricominciare da zero. Magari con Arturo, gentile ma depresso, o Marcello, fra appuntamenti clandestini e attacchi di panico.
Intanto, da una scatola di vecchie lettere riemerge la memoria della madre di Sofia, morta tanti anni prima: una donna ribelle e inquieta, lontana dal mondo avventuroso del marito ma tentata da abissi non meno profondi.
Attraverso una metafora di grande suggestione, Caterina Bonvicini racconta la maturazione di una giovane alle prese con la sua fragilità e la fragilità di tutti noi, con quel vuoto e quella ferita che ci portano ad aggredire anche chi amiamo di più. Raccontato con ironica consapevolezza e lo stile maturo e convincente dello scrittore autentico, L’equilibrio degli squali è un romanzo sulla solitudine e sull’amore, sull’amicizia e sulla passione, sulla follia e sul male di vivere.
Guarda il video dell'intervista a Caterina Bonvicini
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La solitudine dei numeri primi
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Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un
canalone innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un ragazzino molto intelligente con una gemella ritardata, Michela. La presenza costante della sorella umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio, lo stigma, impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza. Mattia e Alice, i protagonisti di questo romanzo, sono così, due persone speciali che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai. Sono due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di comunicare i pensieri e i sentimenti che affollano i loro abissi. Due storie difficili, due infanzie compromesse da un pesante macigno che si trascina nel tempo affollando le loro fragili esistenze fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Alice e Mattia, portano dentro e fuori di sé i segni di un passato terribile. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli a un isolamento atrocemente arreso.
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